https://www.yurikodamiani.com

1) Come è nata la tua passione per l’arte?

 

In realtà ho sempre disegnato fin da piccola. Nonostante siano passati anni ho dei flash di quando andavo all'asilo e dato che ero abbastanza esuberante (mi chiamavano strega!!!) avevano notato che l'unico momento in cui ero tranquilla e stavo seduta al mio posto era quando mi trovavo di fronte a un foglio da disegnare o a dei pezzetti di carta con cui fare un collage. 

L'incontro con la porcellana fu abbastanza casuale. Mia madre è insegnante di pittura su porcellana e durante un periodo un po' particolare della mia vita in cui mi ritrovai a dover vivere di nuovo con lei mi ammalai di broncopolmonite quindi fui costretta a stare chiusa in casa tutto il giorno per un paio di settimane. Per me, abituata a non fermarmi mai, fu terribile e riconosco che fui veramente antipatica e odiosa. Quindi mia madre mi disse che mi avrebbe dato una lezione di pittura su porcellana così forse mi avrebbe aiutata a rilassarmi un po' ma soprattutto a essere un po' più simpatica. Bastò una lezione per farmi innamorare di quest'arte. Da quel momento non riuscii più a fermarmi!

 

2) Quanto incide la cultura italiana e quella giapponese nelle tue opere?

 

Tantissimo. Io nella porcellana riesco a sfogarmi finalmente, cosa che non riesco a fare nella vita di tutti i giorni. Posso far uscire la mia parte giapponese e la mia parte italiana senza problemi e farle convivere insieme in perfetto equilibrio.

 

3) In cosa ti senti più italiana e in cosa più giapponese?

 

Dal Giappone ho ereditato il rispetto, il rigore, la caparbietà, la gratitudine per chi ha creduto in me da subito e il senso di giustizia. 

Ma tutto questo viene smorzato dalla mia parte italiana con l'ironia, il riuscire ad affrontare i contrattempi cambiando traiettoria al momento giusto e se necessario e modulandomi a seconda delle evenienze, e anche a gesticolare e ad emozionarmi quando spiego le mie opere!! ;)))

 

4) Mi racconti le tue tecniche artistiche, la loro particolarità e cosa hai amato di più realizzare?

 

Le mie opere sono caratterizzate da una tecnica di mia invenzione: Oro Antico Giapponese con Sotto Oro.

Sotto l’Oro Antico creo dei disegni, in genere floreali o geometrici, sulle tonalità del bronzo che poi ricopro con l'Oro. Per poter eseguire questa tecnica l’opera subisce minimo tre cotture in un forno professionale a 780°C.

Da un paio di anni utilizzo questa tecnica anche con l'argento.


Ogni mia opera richiede dalle quattro alle sette, a volte anche otto, cotture in forno, sempre a 780°C. Si comincia prima con uno strato di colore leggero e si cuoce, nelle fasi successive si procede sempre per strati.
Faccio un esempio: per poter ottenere il nero coprente cuocio l’opera quattro volte, per il rosso che si vede nelle mie opere spesso raggiungo le cinque cotture.

La pittura su porcellana è un’arte lenta, che necessita di tempo e di precisione. Essa è un'arte particolare in quanto unisce al tempo stesso progettualità, in quanto dopo la cottura non si può più cancellare nulla, e l’impulso istintivo proprio dell’artista.

 

5) Se dovessi lavorare a una tua opera ascoltando della musica, che genere musicale sceglieresti e magari che canzone?

 

In genere dipingo in rigoroso silenzio ma altrimenti ascolto musica classica sia dei grandi musicisti del passato che alcuni musicisti contemporanei.

 

6) Secondo te esporre delle opere d’arte nelle strutture alberghiere è un vantaggio per l’artista e in che modo?

 

Io sono per la diffusione dell'Arte il più possibile, trovo che ci dia una grande occasione per scoprire il nostro passato e per aprire la mente a visioni alternative. Nelle strutture alberghiere c'è un grande passaggio e sicuramente alcuni clienti non girano per gallerie e magari alcuni non ci hanno mai messo piede (non parlo di musei ma di gallerie private in cui espongono artisti contemporanei ancora sconosciuti). Trovo, quindi, che questo sia un modo per aprire ancora di più le porte dell'Arte e per rendere il soggiorno dei clienti dell'hotel ancora più emozionale, che, quindi, oltre ad essere coccolati dalla struttura, saranno coccolati e stimolati anche culturalmente. 

L'Arte per me è un affascinante intervallo nel corso della giornata che ha la capacità di rilassare e di arricchire al tempo stesso ed è piacevole per un artista sapere che ha contribuito a creare questo intervallo in qualcuno che magari si trova coinvolto in uno stressante viaggio di lavoro.

 

7) Quanto la tua famiglia è stata importante per le scelte artistiche che hai fatto?

 

Molto importante è stata mia madre negli ultimi anni perché, oltre ad essere la mia maestra è colei che mi ha stimolata a continuare e ad evolvermi e che mi ha fatto capire che anche nei momenti più difficili tutto si può fare e che tutto ha una soluzione.

Purtroppo invece mio padre non ha avuto il tempo di assistere a tutto questo ma so che ne sarebbe stato contentissimo...

Entrambi hanno sempre disegnato e hanno sempre amato molto l'arte quindi ho avuto di fronte agli occhi, fin da piccolissima, due esempi straordinari. Poco tempo fa mia madre ha ritrovato dei disegni di quando frequentavo le elementari... tutte copie di stampe di Hiroshige e Hokusai, ricordo che passavo ore sui libri di Arte giapponese che mi passavano loro a copiare tutti quei meravigliosi disegni!

Fondamentale è anche mia figlia la cui mentalità aperta e fantasiosa tipica dei bambini io spesso e volentieri "sfrutto". Noi adulti abbiamo tanti, troppi, tabù e lei mi aiuta a tornare un po' bambina e a spaziare con l'immaginazione. Le chiedo spesso consiglio e le faccio vedere tutti i miei lavori anche durante la fase di lavorazione perché non voglio correre il rischio di pormi dei limiti "da adulta".

 

8) C’è qualcosa che avresti voluto fare in ambito artistico e che pensi adesso sia troppo tardi per farlo?

 

No, sono aperta a tutti i cambiamenti che ci potranno essere ma secondo me c'è un tempo per tutto quindi sto facendo esattamente quello che voglio fare e sono esattamente dove voglio essere a causa di tutte le scelte fatte in passato e che sto facendo ora. 

Per me va bene così, non vivo di rimpianti, anche perché, come detto prima, mi hanno insegnato che tutto è possibile, sempre e a qualsiasi età.

 

9) L’architettura è stata importante nel tuo percorso artistico?

 

Tantissimo! Ma tutto quello che ho fatto è stato importante. La grafica, l'architettura, il marketing, stare a contatto con il pubblico, tutto questo ha contribuito fortemente al mio sviluppo e io cerco di applicare tutto quello che ho imparato nel corso degli anni. Le mie opere mi rispecchiano perché sono esattamente quello che sono io, ci metto tutte le Yuriko che sono stata nel corso della mia vita.

 

10) Che consigli ti sentiresti di dare a un giovane artista che sta muovendo i primi passi?

 

Di stare attento ai segnali che arrivano dalla vita, di saper cogliere le opportunità quando si presentano ma di saper dire anche dei no perchè non c'è fretta. Di lavorare e collaborare con persone belle anche se magari il guadagno è minore, di dimostrare gratitudine e lealtà perché tutto poi torna ma soprattutto poi la mattina dopo ci si deve guardare allo specchio. Di non snaturarsi, di non andare dietro alle mode e di non lavorare pensando se quell'opera si venderà o no.

Io non so se sono consigli giusti da dare a un giovane artista ma sono i consigli che do a me stessa ogni giorno.

Yuriko Damiani nasce a Roma da madre giapponese, pittrice e insegnante di decorazione su porcellana, e padre italiano, profondo conoscitore della cultura del Sol Levante.

Nel 1999 fonda la catena di negozi di arredamento DCube che diventano ben presto un punto di riferimento del design nel centro nord Italia. Fondamentale per il suo percorso artistico la straordinaria esperienza lavorativa nel 1997 a Tokyo nello studio dell’Architetto Yoshinobu Ashihara contribuendo alla progettazione della Symphony Hall di Kanazawa (Giappone). Durante questa esperienza comprende l’importanza degli equilibri fra “pieni” e “vuoti” tipici dell’arte giapponese fondamentali nella sua arte. Nel 2009 tiene una conferenza durante il Simposio sull’Illuminazione Led alla facoltà di architettura di Kyoto.